domenica 29 gennaio 2017

Diritto penale e biblioteche della Direzione generale biblioteche Mibact

ULTIMA MODIFICA 26/4/17 .


Obbligatorietà e discrezionalità dell’azione penale

Discrezionalità e modalità di azione del pubblico ministero nel procedimento penale 
Marco Fabri in Polis, XI, 2 agosto 1997, pp.171-192

“L'azione penale consiste nella richiesta che il pubblico ministero rivolge al giudice  per decidere sulla fondatezza di una notizia di reato e sulla conseguente applicazione della legge penale. Dire che I'azione penale è obbligatoria significa escludere che il pm possa discrezionalmente decidere se o non investire il giudice della questione relativa ad una notizia di reato; significa anche e necessariamente prevedere qualche strumento di controllo che non consenta al pubblico ministero di sottrarsi al l'obbligo impostogli” (Zagrebelsky 1984).






----Messaggio originale----
Da: "dinosimone@virgilio.it"
Data: 14-feb-2017 12.33 PM
A: <ispettorato@funzionepubblica.it>
Ogg: ESPOSTO - Biblioteche Mibact: accesso differenziato per categorie di cittadini

Desidero portare all'attenzione dell'Ispettorato della Funzione Pubblica il comportamento amministrativo della stragrande maggioranza delle biblioteche italiane dipendenti o sotto la vigilanza del Mibact, Direzione generale biblioteche e istituti culturali. 
Per una consuetudine ormai priva di fondamento ma consolidata e largamente diffusa tra i bibliotecari italiani e gli addetti di questi particolari istituti culturali, le biblioteche che conservano anche o prevalentemente libri "vecchi" o antichi" limitano l'accesso del pubblico con criteri che ritengo discriminatori e particolarmente odiosi in quanto basati sul livello culturale che la biblioteca attribuisce a ciascun utente potenziale.
Inoltre operano una selezione anche indirettamente, con orari di apertura dei servizi (delle sale di lettura o altrimenti della distribuzione dei libri richiesti in lettura) estremamente ridotti, concentrati sulle mattine, di solito sovrapponibili all'orario di lavoro standard di un solo impiegato, e comunque inferiori a quelli normalmente in uso in altri istituti culturali aperti al pubblico. 
Con riferimento ai criteri soggettivi, anche la procedura d'ingresso per le persone che si presentino in queste biblioteche normalmente non permette l'immediato accesso all'istituto culturale ma è aggravata, a mio parere senza alcun fondamento giuridico, in modo da rendere il più delle volte inevitabile al cittadino ritornare nei giorni successivi (se non di rinunciare del tutto). Questo per la richiesta di fornire all'impiegato all'ingresso una documentazione anomala, tipicamente una "lettera di presentazione" di un terzo soggetto (che non di rado dovrà anche preventivamente passare all'attenzione della Direzione con un termine non determinato), documentazione comunque sconosciuta alle altre PPAA e soprattutto agli altri istituti culturali e che va ben oltre la semplice esibizione della carta d'identità (l'art. 33 del DPR 417/95 richiede la maggiore età nel solo caso dell'utente che richieda in lettura opere rare, uniche o manoscritti). 
(...) 
Voglio precisare a questo Ispettorato (...), sull'orario di apertura delle biblioteche, che il mio riferimento non è a un vago desiderio di miglioramento del servizio rimesso alla facoltà o alla sensibilità dei Responsabili ma a un'applicazione discutibile (se non - almeno a un primo riscontro - a una mancata applicazione) della normativa vigente sull'orario dei servizi pubblici. Mi limito qui a rinviare alla circolare della Funzione Pubblica 24 febbraio 1995, n. 7: 
CIRCOLARE 24 febbraio 1995, n. 7 - Gazzetta Ufficiale.
Confrontando quelle norme con la situazione delle biblioteche italiane mi pare emerga manifestamente una distanza che va a danno dell'utenza o, peggio, una confusione concettuale tra gli istituti "orario di lavoro" e "orario di apertura al pubblico" come esplicitamente definiti in quella circolare. 
(...). 

Concludo con la richiesta all'Ispettorato della Funzione Pubblica di verificare, approfondire e intervenire per quanto di propria competenza e, qualora ritenga che ricorrano le condizioni, di denunciare quanto emerga dall'analisi dei fatti a tutti gli organi di controllo competenti. 


Distinti saluti,
Berardino Simone
(...)
FIRENZE
dinosimone@virgilio.it




(...) L'Ispettorato non ha il potere di sostituirsi alle pubbliche amministrazioni nell'esercizio delle loro competenze né ha la possibilità di incidere nel merito delle loro autonome determinazioni, bensì di vigilare sull'osservanza di modalità e termini del procedimento amministrativo.

   Nei casi posti all'attenzione, comunque le biblioteche osservano prescrizioni stabilite da regolamenti che per quanto possano apparire vetusti e discriminatori trovano fondamento nella tutela del superiore interesse pubblico a preservare libri e manoscritti preziosi, talvolta unici, dall'inevitabile deterioramento conseguente ad una consultazione indiscriminata.
(...)
   Distinti saluti,

Il Direttore 








Regolamento di organizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali: 
Art. 38 Biblioteche
1. Le Biblioteche pubbliche statali, uffici periferici della Direzione generale Biblioteche e Istituti culturali, svolgono funzioni di conservazione e valorizzazione del patrimonio bibliografico, assicurandone la pubblica fruizione
(DPCM 29 agosto 2014, n. 171 (GU Serie Generale n.274 del 25-11-2014)




1. Torino: Biblioteca nazionale universitaria
Regolamento interno
Art. 7.  Consultazione in sede del materiale antico, raro e di pregio
2.  Il materiale manoscritto raro e di pregio è dato in lettura a professori, ricercatori, musicisti, dottorandi, laureandi, dietro lettera di presentazione del docente, ed altri studiosi qualificati che possano documentare la necessità di consultare tale materiale.




2. Milano: Biblioteca nazionale Braidense
Regolamento non disponibile, criteri di accesso non pubblici ! 




3. Venezia: Biblioteca nazionale Marciana
Accesso alla Biblioteca
L'accesso alla Biblioteca avviene attraverso l'Ufficio Orientamento che accoglie gli utenti per le prime informazioni sulla Biblioteca e rilascia la tessera magnetica, previa presentazione di un documento di identità. [...] La tessera magnetica consente l'entrata e le richieste nella sala degli stampati mentre per accedere a quella dei manoscritti e rari è necessario richiedere l'attivazione all'assistente di sala. [...] Gli studenti che intendono accedere alle raccolte di materiali manoscritti e di pregio dovranno inoltre esibire una lettera di presentazione del/della docente di riferimento.




4. Firenze: Biblioteca nazionale centrale
Art. 3 - Ammissione
1. La Biblioteca, in considerazione dei prioritari compiti di conservazione dei suoi fondi e della complessità degli strumenti catalografici di cui è dotata, è destinata a quanti svolgono attività di ricerca e a coloro che non possono reperire in altre biblioteche le pubblicazioni necessarie per i propri studi.
Art. 4 - Consultazione
2. Le Sale di consultazione, la Sala manoscritti e la Sala musica sono sale riservate. L'accesso a queste sale è autorizzato dalla Direzione della Biblioteca, per motivate esigenze di studio o di ricerca, su richiesta dell'utente corredata da congrua documentazione. 
Art. 6 - Distribuzione dei manoscritti e del materiale antico e raro
Sono autorizzati professori, ricercatori, dottorandi e altri studiosi qualificati; possono essere inoltre autorizzati per il periodo necessario alla loro ricerca gli studenti universitari in possesso di lettera di presentazione del docente e gli studiosi che possano documentare la necessità di servirsi di tale materiale.




5. Roma: Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II
Modalità di accesso
[...] La consultazione dei manoscritti e libri rari della Biblioteca (Sala delle collezioni speciali e sala manoscritti e rari) è riservata a studiosi e ricercatori. Gli studenti laureandi che hanno necessità di consultare il materiale raro devono esibire una lettera di presentazione del docente che ha assegnato la ricerca, scritta su carta intestata dell'Università e dotata di timbro del relativo dipartimento.




6. Napoli: Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III
TITOLO VI - Sezione Manoscritti e Rari
ART. 22
Nella sezione sono ammessi studiosi che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età previo accertamento dell'identità. Per la consultazione dei manoscritti è richiesta la lettera di presentazione di un docente universitario italiano o straniero o del responsabile di un ente qualificato italiano o straniero che attesti la peculiarità degli intenti culturali del richiedente. Il caposezione, delegato in ciò dal direttore, autorizza la consultazione delle opere che riguardano espressamente gli interessi dello studioso. Si accetta l'esplicita dichiarazione sottoscritta direttamente dallo studioso, purché circoscritta a campi di studio ben specificati, se lo studioso rientra in una delle seguenti categorie ed è in grado di documentarle: a) rappresentante del Parlamento italiano o di Stato estero o Comunità internazionale riconosciuta dal Governo italiano; b) ambasciatori, consoli, addetti culturali accreditati presso il Governo italiano; c) dirigenti o funzionari direttivi appartenenti a Ministeri dello Stato e loro enti periferici; d) dirigenti e funzionari direttivi di Regioni, Province e Comuni; e) prelati; f) docenti universitari della qualifica di direttori di ricerca; g) professori di scuole secondarie di ogni ordine, statali o equiparate; h) rappresentanti ufficiali di istituti culturali italiani e stranieri, riconosciuti dal Ministero, le cui finalità istituzionali comportino interessi e necessità di studio correlati alle peculiarità delle collezioni manoscritte e rare.



7. 
Ecc. ecc. ecc.








Codice dei Beni Culturali del 2004: 
Articolo 102 Fruizione degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica.
Lo Stato, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali ed ogni altro ente ed istituto pubblico, assicurano la fruizione dei beni presenti negli istituti e nei luoghi indicati all'articolo 101.
Articolo 101 Istituti e luoghi della cultura. 
Si intende per (...) “biblioteca”, una struttura permanente che raccoglie, cataloga e conserva un insieme organizzato di libri, materiali e informazioni, comunque editi o pubblicati su qualunque
supporto, e ne assicura la consultazione al fine di promuovere la lettura e lo studio.




Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini ha disposto il finanziamento, con risorse derivanti da utili Arcus, di 295 mila euro a favore dell’Accademia della Crusca. I fondi (...) si sommano al finanziamento annuale all’istituto pari ad oltre 640 mila euro (...)
"Stiamo anche ragionando insieme al ministero dell’economia e delle finanze su come aumentare il più possibile lo stanziamento annuale all'Accademia della Crusca".




1. Accademia della Crusca

Statuto, regolamenti e norme


° Statuto dell'Accademia

Norme per gli utenti

° Norme per gli utenti della Biblioteca
° Norme per gli utenti dell'Archivio


I - COSTITUZIONE E COMPOSIZIONE
Articolo 1 - Origine, denominazione, sede

1.3    L’Accademia è un’istituzione di alta cultura, avente personalità giuridica pubblica.  Gode di autonomia scientifica, organizzativa e finanziaria, ed è soggetta alla vigilanza del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ai sensi dell’articolo 33,  comma sesto, della Costituzione della Repubblica Italiana, è dotata di proprio ordinamento statutario e può emanare regolamenti interni per disciplinare il funzionamento dei propri organi.
(...)

1. Ammissione

La Biblioteca dell’Accademia della Crusca è destinata a quanti svolgono attività di studio e di ricerca nel campo della linguistica italiana.
Per essere ammessi alla Biblioteca è necessaria una lettera di presentazione di un accademico della Crusca o del direttore dell’Istituto dell’Opera del Vocabolario Italiano (OVI) o di un docente universitario.
(...)

I. DISPOSIZIONI GENERALI
1. L’accesso alla consultazione dell’Archivio è consentito a coloro che devono svolgere ricerche di studio, previa autorizzazione del Presidente o di un suo delegato. Per accedere all'Archivio è necessaria una lettera di presentazione di un accademico o di un professore universitario.
http://www.accademiadellacrusca.it/it/laccademia/organizzazione/statuto-regolamenti-norme




2. Biblioteca degli Uffizi

Regolamento 

Sono ammessi alle Biblioteche: 

Docenti e ricercatori universitari del CNR e di altri istituti di ricerca riconosciuti
per l'ammissione faranno fede i documenti di titolarità rilasciati dalle rispettive amministrazioni, in caso di momentanea mancanza farà fede una autopresentazione

Funzionari di soprintendenze, musei, biblioteche, archivi
per l'ammissione faranno fede i documenti di titolarità rilasciati dalle rispettive amministrazioni, in caso di momentanea mancanza farà fede una autopresentazione

Dottorandi di ricerca e borsisti
per l'ammissione faranno fede i certificati rilasciati dalle università e accademie, in caso di momentanea mancanza farà fede una autopresentazione

Laureandi con lettera di presentazione del docente
in mancanza e in via transitoria (non più di tre giorni di ammissione) farà fede una autopresentazione;

Studenti universitari, di accademie e altri istituti post-diploma con lettera di presentazione di un docente
in mancanza e in via transitoria (non più di due giorni di ammissione) farà fede una autopresentazione;

Chiunque svolga, anche a titolo personale, una ricerca che richieda la consultazione di materiale specialistico posseduto esclusivamente da questa 


Orari di apertura al pubblico

martedì 9.00 - 17.00
mercoledì 9.00 – 13.00
giovedì 9.00 – 13.00



3. 
Ecc. ecc. ecc.! 









Guardando il filmato e le foto che ritraggono le migliaia di giovani accorsi a salvare i libri dal fango, e poi anche a Roma  agli Archivi di stato per le prime operazioni di asciugatura – come mostra il filmato sopra dell'Archivio Luce –, ci si deve porre però un'altra domanda. Quanti dei coetanei di oggi di quegli "angeli del fango" che allora sottrassero alla scomparsa libri antichi, rarissimi esemplari e manoscritti unici, potrebbero oggi accedere alle biblioteche cui li restituirono? E in che modo sarebbero accolti? La risposta è inquietante. Sarebbero ben pochi, incontrerebbero un gran numero di difficoltà e restrizioni e ancora di meno – una ristretta élite di studiosi "presentati" e ben identificati da una speciale tessera – potrebbero riavere tra le mani quei libri rari e antichi che gli studenti, i giovani e tutti gli altri volontari salvarono con le loro mani, con la mente e il cuore in nome di un'appartenenza universale e del diritto di tutti a potere continuare a fruirne. (... ...)
il patrimonio culturale ci appartiene – a tutti e a ciascuno – come specie umana.  Tutti i fatti che lo riguardano ci riguardano, perché si tratta dei nostri "beni culturali". (...) Noi siamo e saremo la nostra cultura. Il valore politico (attualissimo) che sta dentro l'esperienza degli "Angeli del fango" consiste nell'avere affermato questo principio incidendolo in una pagina indelebile di storia vissuta, con un grande evento collettivo spontaneo. Cosicché se oggi permangono atteggiamenti, atti e prassi (ma anche una dottrina giustificatoria) che non hanno ancora recepito il valore di quella pagina di storia (e forse neppure di quella dell'89, 1789) c'è poco da essere pazienti e indulgenti. Al di là di ogni odierna celebrazione lo spirito degli Angeli del fango è stato tradito.
O mai davvero capito e accettato? Sarebbe ancora peggio. (... ...)
Gli angeli del fango hanno rifondato sul piano soggettivo di massa la cognizione intellettuale di patrimonio dell'umanità. E' accaduto a Firenze 40 anni fa ma da allora il "gene" nato in quei giorni è diventato un meme, si è ripetuto e si è trasmesso, nello spazio e nel tempo, e poi anche nel Web! Spetta a tutti alimentarne la memoria e continuare a trasmetterne il contagio contro ogni spinta a ritornare nel passato, a una cultura d'élite senza vere possibilità di fruizione per tutti. E se ne ricordino soprattutto gli addetti ai lavori delle istituzioni culturali. In particolare – per quanto ci riguarda professionalmente più da vicino – non dimentichino il significato e l'insegnamento degli angeli del fango quei bibliotecari che ancora oggi considerano gli utenti dei "disturbatori" o addirittura dei nemici da allontanare dai libri.

Gruppo Bibl'aria, sito internet Biblog,
8 - 4 e 3 novembre 2006
<http://web.archive.org/web/20061208172301/http://www.biblaria-blog.splinder.com/>




Oggi i bibliotecari devono prendere atto che non solo tutti i cittadini ma tutte le persone (anche i temuti “turisti”...) sono titolari del diritto alla fruizione del patrimonio librario, e che la fonte di quel diritto è la Legge, non il regolamento della biblioteca (tanto meno la Carta dei Servizi ...). Le “regole” stabilite dal bibliotecario devono limitarsi a precisare le misure per la prevenzione di furti e danni, e potranno incidere solo sull'esercizio del diritto, sulle modalità, le condizioni oggettive della fruizione (ad esempio, obbligo di registrarsi, di utilizzare leggii, matite e non penne, eventualmente guanti, ecc., ecc.). Deve quindi essere chiaro che l’individuazione di “categorie” di utenti o qualsiasi altra discriminazione soggettiva, come pure le attuali indagini sulle motivazioni di chi voglia entrare in biblioteca sono sicuramente arbitrarie e calpestano la libertà e i diritti fondamentali della persona. Un bibliotecario Pubblico (che è un pubblico funzionario e agisce in base alla Legge) non può commettere errori di questa gravità

La “sfida” dei beni culturali. Dalle biblioteche di “conservazione” alla “Biblioteca Pubblica”,
«Bibliothecae.it», III (2014) 1, p. 233 - 264 
Disponibile anche in rete: 




... A una prima lettura della normativa la fruizione dei beni culturali nelle biblioteche appare un compito (per l'amministrazione) e un servizio (per il cittadino) a beneficio di tutte le persone, come accade per i beni conservati nei musei dello Stato. Nella realtà la fruizione del patrimonio librario non presenta analogie con gli altri istituti e luoghi della cultura, in quanto i servizi sono “riservati” a determinate categorie di utenti la cui individuazione non è immediata e nemmeno oggettiva, ma è rimessa alle regole che ogni biblioteca si è data in conformità alle teorie affermate nei manuali universitari di biblioteconomia. È utile anticipare che simili interpretazioni delle funzioni delle biblioteche statali riecheggiano in parte in normative abrogate e precedenti all'istituzione del Ministero dei beni e delle attività culturali, a partire dal Regolamento organico delle biblioteche pubbliche governative, approvato con regio decreto 24 ottobre 1907, n. 733 ... . 

Berardino Simone, Una democrazia per pochi
I limiti di accesso alle biblioteche statali, maggio 2016
Forum di Quaderni costituzionali - I Paper del Forum - 








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